L’immenso Archivio Storico Capitolino

Ogni Comune in Italia conserva la propria memoria storica in luoghi diversi, dalle Chiese alle Biblioteche agli archivi privati.

Tutti però, a meno di eventi straordinari come rivolte o terremoti (se non recuperati, come invece ad Amatrice), custodiscono gran parte dei documenti consultabili nel proprio Archivio Comunale.

Non coprono tutti gli stessi periodi, perchè la loro istituzione fu sancita di volta in volta dai “regnanti” locali in epoche diverse (prima e dopo l’Unità d’Italia): se in Sicilia, ad esempio, già dal 1820 con i Borboni ogni Comune fu tenuto a redigere i registri sulla scia di quanto già previsto da Napoleone, nelle regioni del Nord che facevano parte del regno Lombardo-Veneto questa pratica fu prevista solo in seguito al 1866.

Non soltanto l’estensione temporale,  ma anche la natura degli atti conservati varia da regione a regione, da provincia a provincia (o meglio, ex province), fino ai singoli Comuni: alcuni conservano solo lo Stato Civile, altri anche gli Atti Diversi (annotazioni, cittadinanze, abbandoni, adozioni…), altri ancora il catasto o gli atti notarili e così via.

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Archivio Storico Capitolino – Oratorio dei Filippini

In molte province è poi presente l’Archivio di Stato inerente a tutti i Comuni di competenza, in diversi capoluoghi di Regione spesso c’è l’Archivio di Stato Regionale (come a Palermo)…

 

E infine a Roma, com’è naturale, la sede centrale dell’Archivio di Stato Italiano custodisce documenti unici e di rilevanza nazionale, come ad esempio l’Albo d’Oro dello Stato, ovvero il registro di tutti i caduti italiani nelle guerre, o il Registro delle onorificenze riconosciute agli italiani nel corso della storia.

Un viaggio all’interno degli Archivi Capitolini può portare alla scoperta anche di particolari di vita “normale” dei nostri illustri compatrioti del passato:

  • Quanto e come veniva pagato Carlo Maderno per realizzare la facciata della Basilica di San Pietro?
  • Come provò a risolvere il problema della sporcizia a Roma (già nel ‘600) il Cardinale Antonio Barberini, nipote di Papa Urbano VIII?

Circa 55.ooo diverse unità archivistiche, che se disposte una dietro l’altra formerebbero una fila di 8 km, compongono l’Archivio Storico Capitolino: questo interessante servizio dell’ANSA ne svela alcuni segreti.

 

A pochi passi c’è poi l’Archivio Segreto del Vaticano con i suoi 85 km di documenti tra cui gli atti del processi contro Galileo Galilei, la bolla di canonizzazione di San Francesco o i Patti Lateranensi; vi consiglio di gustare il documentario di Albero Angela “Stanotte a San Pietro“.

 

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Alberto Angela in “Stanotte a San Pietro”

 

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